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Stitichezza: prima di cercare un lassativo, prova a capire perché il tuo intestino è diventato lento

Vai in bagno ogni due o tre giorni.

Devi sforzarti, le feci sono dure oppure hai la sensazione di non esserti svuotata completamente.

Magari hai già provato tisane, fibre, magnesio, probiotici e prodotti “per la regolarità”, ma appena smetti il problema ritorna.

La prima domanda che farei non è:

“Quale lassativo naturale possiamo utilizzare?”

Ma:

“Perché il tuo intestino sta facendo fatica?”

Perché la stitichezza non è uguale per tutti e anche i rimedi naturali dovrebbero essere scelti in base a come si manifesta il problema.

Quanto spesso bisogna andare in bagno?

Non è necessario evacuare obbligatoriamente ogni giorno.

La frequenza intestinale varia da persona a persona.

Quello che mi interessa maggiormente è capire se qualcosa è cambiato rispetto alla tua normalità e soprattutto come avviene l’evacuazione.

Le feci sono molto dure?

Devi spingere?

Hai la sensazione che rimanga qualcosa?

Passano diversi giorni senza stimolo?

Lo stimolo c’è, ma fai fatica a evacuare?

Ti senti continuamente gonfia?

Sono informazioni molto diverse.

1. Prima delle fibre, controlla quanto bevi

Uno dei primi consigli che si sente dare in caso di stitichezza è:

“Mangia più fibre.”

Può essere utile, ma c’è un problema.

Se aumentiamo molto le fibre senza introdurre una quantità adeguata di liquidi, in alcune persone possiamo ottenere l’effetto opposto: più gonfiore e ancora maggiore difficoltà nell’evacuazione.

Quindi prima di aggiungere crusca, semi e integratori chiediti semplicemente:

quanto bevo realmente durante la giornata?

Non quanto penso di bere.

Quanto bevo davvero.

2. Psillio: una fibra da utilizzare con criterio

Lo Psillio è uno dei rimedi naturali che possiamo prendere in considerazione per favorire la regolarità intestinale.

A contatto con l’acqua forma una massa gelatinosa che aumenta il volume e modifica la consistenza delle feci.

Ma proprio per questo deve essere assunto con un’adeguata quantità di acqua.

Non partirei necessariamente da quantità elevate.

L’intestino deve avere il tempo di adattarsi, soprattutto nelle persone che normalmente assumono poche fibre.

Inoltre va distanziato da alcuni farmaci perché può modificarne l’assorbimento.

Anche una semplice fibra, quindi, merita di essere utilizzata correttamente.

3. Semi di lino: piccoli ma interessanti

Anche i semi di lino possono diventare un semplice aiuto alimentare.

Possono essere utilizzati opportunamente preparati e inseriti gradualmente nell’alimentazione.

Ma non penserei ai semi soltanto come a un “lassativo”.

Mi interessa soprattutto iniziare a costruire un’alimentazione che favorisca naturalmente la regolarità attraverso verdure, frutta, cereali integrali quando tollerati, legumi e semi, adattandoli alla persona.

Perché prendere tutte le sere qualcosa per andare in bagno mentre durante il giorno mangiamo pochissime fibre non risolve il problema alla base.

4. E il magnesio?

Alcune forme di magnesio possono avere un effetto sulla consistenza delle feci e vengono utilizzate anche per favorire l’evacuazione.

Ma non tutti i tipi di magnesio si comportano allo stesso modo.

Un magnesio citrato, per esempio, può avere un effetto intestinale maggiore rispetto a forme scelte principalmente per altri obiettivi.

Questo non significa che più diarrea provoca, migliore sia il prodotto.

L’obiettivo non è costringere l’intestino a svuotarsi.

È arrivare a un’evacuazione regolare e confortevole.

In presenza di problemi renali o terapie farmacologiche, l’integrazione di magnesio deve inoltre essere valutata con particolare attenzione.

5. Triphala: un rimedio della tradizione ayurvedica

Se vogliamo uscire per un momento dalla fitoterapia occidentale, troviamo anche la Triphala, una preparazione tradizionale della medicina ayurvedica costituita da tre frutti.

Viene utilizzata tradizionalmente soprattutto per sostenere la funzionalità intestinale.

È un rimedio che posso valutare in alcune situazioni, ma non lo considererei automaticamente migliore perché “naturale” o perché proviene da una medicina tradizionale.

Forma, quantità e tollerabilità devono sempre essere considerate.

E soprattutto non utilizzerei un rimedio per mesi senza chiedermi perché l’intestino continua ad averne bisogno.

6. Il tuo intestino ha un orario?

C’è un’abitudine molto semplice che spesso perdiamo.

Sentire lo stimolo e andare in bagno.

Quante volte invece succede questo?

Senti lo stimolo al mattino ma devi uscire.

Lo rimandi.

Sei al lavoro e non vuoi utilizzare quel bagno.

Lo rimandi.

Hai fretta.

Lo rimandi ancora.

Alla lunga possiamo diventare molto brave a non ascoltare lo stimolo intestinale.

Prova quindi, soprattutto al mattino, a lasciare qualche minuto in più alla tua routine.

Non sederti sul WC mezz’ora cercando di obbligare l’intestino.

Ma neppure vivere ogni mattina come una corsa contro il tempo.

7. La posizione sul WC può aiutare

Anche il modo in cui ci sediamo conta.

Un piccolo rialzo sotto i piedi può permettere di assumere una posizione più raccolta, con le ginocchia leggermente più alte rispetto alle anche.

Per alcune persone questo rende l’evacuazione più semplice e riduce la necessità di spingere.

È uno di quegli interventi che mi piacciono particolarmente perché è semplice, economico e non richiede nessun integratore.

8. Massaggio addominale

Quando non sono presenti condizioni che lo controindicano, un delicato automassaggio dell’addome può diventare parte della routine.

Puoi dedicargli qualche minuto, soprattutto nei momenti tranquilli della giornata, senza esercitare pressioni dolorose.

Mi interessa anche per un altro motivo.

Molte persone con problemi intestinali hanno sviluppato un rapporto quasi conflittuale con la propria pancia.

La controllano.

La comprimono.

La giudicano perché è gonfia.

La tengono continuamente contratta.

Il massaggio può diventare anche un modo per riportare attenzione e rilassamento in quella zona.

9. Riflessologia plantare e intestino

La stitichezza è uno dei disturbi per i quali utilizzo volentieri la riflessologia plantare come trattamento complementare.

Sul piede vengono individuate le zone riflesse associate all’apparato digerente e all’intestino, che possono essere inserite all’interno di un trattamento più generale.

Ma non utilizzo la riflessologia pensando:

“Premo il colon sul piede e domani vai in bagno.”

Mi interessa capire anche il resto.

La persona è molto tesa?

Ha una vita sedentaria?

Beve poco?

Si gonfia?

Ha difficoltà digestive?

Il problema peggiora quando viaggia?

È comparso in menopausa?

Sta assumendo farmaci che possono influenzare l’intestino?

Ancora una volta, il sintomo è il punto di partenza, non tutto il percorso.

10. Cosa dice la Medicina Cinese della stitichezza?

Qui troviamo un esempio perfetto di come la Medicina Classica Cinese non consideri tutte le stitichezze uguali.

Nella lettura tradizionale possiamo trovare quadri caratterizzati maggiormente da secchezza, altri da accumulo di calore, altri ancora da una condizione di deficit o da difficoltà nel corretto movimento dell’energia.

Pensiamo a due persone.

La prima ha feci molto secche, sente caldo ed è molto assetata.

La seconda è stanca, freddolosa e dice di non avere praticamente mai lo stimolo.

Per la Medicina Cinese non avrebbe senso considerarle nello stesso modo soltanto perché entrambe vanno in bagno ogni tre giorni.

Ed è questa differenziazione che posso utilizzare anche nella scelta dei punti da trattare attraverso la cromopuntura.

Intestino e stress: hai mai notato il collegamento?

C’è chi quando è nervoso corre in bagno.

E chi fa esattamente il contrario.

Va in vacanza e l’intestino si blocca.

Cambia ambiente e non riesce più ad evacuare.

Attraversa un periodo particolarmente stressante e diventa improvvisamente stitico.

Questo ci ricorda ancora una volta quanto intestino e sistema nervoso siano strettamente collegati.

In questi casi lavorare esclusivamente sull’alimentazione potrebbe non essere sufficiente.

Riflessologia, Shiatsu, respirazione e tecniche di rilassamento possono trovare spazio all’interno di un percorso più ampio rivolto alla persona.

Attenzione alle tisane lassative

“Naturale” può trarre in inganno soprattutto quando parliamo di prodotti per la stitichezza.

Piante contenenti lassativi stimolanti, come Senna, Frangula o Cascara, non dovrebbero diventare automaticamente la tisana quotidiana utilizzata per mesi.

Possono avere indicazioni precise, ma anche controindicazioni ed effetti indesiderati.

Se per andare in bagno hai continuamente bisogno di stimolare farmacologicamente o fitoterapicamente l’intestino, vale la pena capire cosa sta mantenendo il problema.

Nel mio studio

Quando una cliente viene da me per la stitichezza non parto immediatamente dal lassativo naturale.

Cerco di capire come sono le feci, quanto spesso evacua, cosa mangia, quanto beve, quanto si muove, come digerisce e se stress e cambiamenti della vita hanno modificato il suo intestino.

In base a ciò che emerge possiamo integrare indicazioni alimentari, fitoterapia, riflessologia plantare, cromopuntura, Shiatsu e semplici cambiamenti delle abitudini quotidiane.

Perché l’obiettivo non è riuscire ad andare in bagno grazie a qualcosa.

È aiutare l’intestino a ritrovare una maggiore regolarità senza doverlo continuamente forzare.

Il tuo intestino è diventato sempre più lento?

Se stitichezza e gonfiore sono diventati una presenza costante, possiamo sentirci con una chiamata gratuita di 15 minuti.

Mi racconti brevemente cosa succede e valutiamo insieme da dove iniziare.

Prenota la tua chiamata gratuita di 15 minuti.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la valutazione, la diagnosi o il trattamento da parte del medico o di altri professionisti sanitari. Fitoterapici e integratori devono essere scelti considerando condizioni individuali, eventuali patologie e terapie farmacologiche.

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