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Irritabilità e sbalzi d’umore in menopausa: perché succede?

Ti arrabbi per cose che prima avresti lasciato correre.

Hai meno pazienza. Ti infastidiscono rumori, richieste, persone. A volte ti senti nervosa senza sapere bene perché, altre volte basta una frase per farti reagire in un modo che subito dopo sorprende persino te.

Oppure non è rabbia.

È una maggiore sensibilità. Ti commuovi facilmente, ti senti più vulnerabile o attraversi giornate in cui hai semplicemente voglia di essere lasciata in pace.

E prima o poi arriva quella frase:

“Non mi riconosco più.”

Durante la perimenopausa e la menopausa possono comparire cambiamenti dell’umore, irritabilità e maggiore vulnerabilità emotiva. Ma anche in questo caso non possiamo spiegare tutto semplicemente con gli ormoni.

Non è soltanto una questione di carattere

Quando ti senti più irritabile potresti iniziare a pensare di essere diventata meno tollerante.

Ma prova per un momento a guardare quello che sta succedendo al tuo corpo.

Magari da mesi dormi male.

Hai vampate durante la notte.

Ti svegli stanca.

Il tuo corpo sta cambiando e fai fatica a riconoscerti.

Hai meno energia, ma le richieste della tua vita sono rimaste esattamente le stesse.

Quanto è realistico aspettarsi di avere la stessa pazienza di prima?

Questo non significa giustificare qualsiasi reazione attribuendola alla menopausa. Significa comprendere che il nostro stato emotivo non è separato da quello fisico.

Quando dormi male, tutto pesa di più

Il legame tra sonno e umore è particolarmente importante.

Dopo diverse notti frammentate è facile sentirsi più irritabili, avere meno capacità di concentrazione e tollerare peggio gli imprevisti.

E può crearsi un circolo difficile da interrompere:

dormi male → sei più stanca e nervosa → vivi la giornata con maggiore tensione → arrivi a sera ancora attivata → dormi nuovamente male.

Per questo, quando una donna mi racconta di sentirsi molto più nervosa, una delle prime cose che voglio sapere è:

“Come stai dormendo?”

Forse non sono aumentate soltanto le emozioni. È aumentato anche il carico

C’è poi un aspetto che gli ormoni non raccontano.

Quello che stai vivendo.

Tra i 45 e i 60 anni molte donne si trovano contemporaneamente a gestire lavoro, figli ancora dipendenti o che stanno lasciando casa, genitori che invecchiano, relazioni che cambiano e nuove responsabilità.

A volte ci sono lutti, separazioni o cambiamenti professionali.

E nel frattempo cambia anche il corpo.

Per questo non mi piace ridurre tutto alla frase:

“Sono gli ormoni.”

Gli ormoni possono essere una parte della storia.

Ma c’è anche la tua storia.

E se senti di non avere più voglia di occuparti di tutti?

A volte l’irritabilità nasconde anche qualcosa di molto semplice: sei stanca.

Non soltanto fisicamente.

Se per anni sei stata quella che organizza, risolve, accompagna, ricorda, si occupa degli altri e tiene insieme tutto, può arrivare un momento in cui senti di non riuscire più a farlo con la stessa disponibilità.

E questo può generare anche senso di colpa.

“Prima riuscivo a fare tutto. Perché adesso non ce la faccio?”

Forse la domanda potrebbe diventare:

“Ho davvero bisogno di continuare a fare tutto nello stesso modo?”

Anche il corpo che cambia può influenzare come ti senti

Peso che aumenta.

Pancia diversa.

Capelli che cambiano.

Pelle diversa.

Vampate.

Dolori che prima non avevi.

Meno energia.

La menopausa non riguarda soltanto la fine delle mestruazioni. Può coincidere con un periodo in cui cambia anche la percezione che hai del tuo corpo.

E non tutte le donne vivono questo passaggio allo stesso modo.

C’è chi lo attraversa senza particolare difficoltà e chi invece ha bisogno di tempo per riconoscersi in un corpo diverso.

Non credo sia utile dire semplicemente:

“Devi accettarti.”

Prima bisogna poter parlare anche di ciò che questo cambiamento rappresenta per te.

Quando non è più soltanto uno sbalzo d’umore

Sentirsi più irritabili o emotivamente vulnerabili in alcuni periodi può capitare.

Ma se compaiono tristezza persistente, perdita di interesse per le attività che prima davano piacere, ansia importante, attacchi di panico, isolamento, difficoltà significative nello svolgere le normali attività quotidiane o pensieri di farsi del male, è importante rivolgersi a un medico o a un professionista della salute mentale.

Non dobbiamo attribuire automaticamente alla menopausa una sofferenza emotiva che necessita di un aiuto specifico.

Prima di cercare qualcosa per “calmarti”, prova a osservarti

Per qualche giorno prova a chiederti:

Quando sono più irritabile?

Al mattino?

Quando torno dal lavoro?

Quando sono stanca?

Dopo una notte in cui ho dormito male?

Quando non mangio da molte ore?

Quando qualcuno mi chiede l’ennesima cosa?

Ci sono persone o situazioni che mi fanno sentire particolarmente sotto pressione?

Non per giudicare le tue reazioni.

Ma per iniziare a capire quando il tuo sistema arriva al limite.

Il mio approccio parte anche da ciò che stai vivendo

Quando durante una consulenza emerge irritabilità, ansia o maggiore vulnerabilità emotiva, non considero questi aspetti separatamente dal resto.

Voglio capire come dormi, quanta energia hai, cosa è cambiato nel tuo corpo, come sono le tue giornate e quale momento della tua vita stai attraversando.

In base a ciò che emerge possiamo lavorare sulle abitudini quotidiane e sul recupero, utilizzare tecniche di respirazione e rilassamento e valutare rimedi naturali e trattamenti come riflessologia plantare e cromopuntura.

Perché qualche volta il problema non è che sei diventata improvvisamente un’altra persona.

Forse il tuo corpo e la tua vita stanno semplicemente chiedendoti qualcosa di diverso rispetto a prima.

Ti senti diversa e non riesci a capire da dove iniziare?

Possiamo sentirci con una chiamata gratuita di 15 minuti.

Mi racconti brevemente cosa stai vivendo e valutiamo insieme quale può essere il primo passo più adatto a te.

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Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la valutazione, la diagnosi o il trattamento da parte del medico o di altri professionisti sanitari.

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