Si apre in una nuova scheda

Insonnia in menopausa: perché il sonno cambia e cosa può disturbarlo

Ti addormenti abbastanza facilmente, ma poi alle 2, alle 3 o alle 4 del mattino apri gli occhi.

All’inizio pensi che sia una notte storta. Poi succede di nuovo.

E magari, proprio quando vorresti riaddormentarti, la mente comincia a lavorare: pensieri, cose da fare, preoccupazioni. Oppure senti caldo, ti scopri, ti ricopri, vai in bagno e quando finalmente guardi l’orologio è passata un’ora.

Il giorno dopo sei stanca. La sera non vedi l’ora di andare a letto.

Eppure, la notte successiva, ricomincia tutto.

Se questa situazione è comparsa dopo i 40 anni, non sei necessariamente diventata improvvisamente una persona che “non sa più dormire”.

Il sonno può cambiare durante la perimenopausa e la menopausa, ma per capire come intervenire è importante andare oltre il sintomo.

Perché il sonno può cambiare in perimenopausa e menopausa?

Durante la transizione menopausale i disturbi del sonno sono comuni.

Le oscillazioni ormonali possono contribuire, ma non sono l’unico elemento da considerare.

Vampate e sudorazioni notturne possono provocare risvegli; allo stesso tempo stress, umore, abitudini serali, caffeina, alcol, alcuni farmaci e altri disturbi del sonno possono influenzarne la qualità.

Per questo non attribuirei automaticamente ogni risveglio notturno alla menopausa.

La domanda più utile è un’altra:

che cosa sta disturbando il tuo sonno?

Non tutte le insonnie sono uguali

Quando una donna mi dice “dormo male”, per me questa informazione non è sufficiente.

Voglio capire come dorme male.

Fai fatica ad addormentarti?

Ti addormenti subito ma ti svegli dopo poche ore?

Hai numerosi piccoli risvegli?

Ti svegli sempre più o meno alla stessa ora?

Ti sveglia una vampata?

Ti alzi frequentemente per andare in bagno?

Oppure apri gli occhi e immediatamente iniziano i pensieri?

Sono situazioni diverse e non ha senso affrontarle tutte nello stesso modo.

Quando il corpo è stanco ma la mente continua a lavorare

È una situazione molto frequente.

Arrivi a sera esausta, ma appena spegni la luce sembra che il cervello decida di accendersi.

Ripensi alla giornata, organizzi quella successiva, torni su una conversazione, pensi a quello che non sei riuscita a fare.

Oppure ti addormenti e questo meccanismo compare durante un risveglio notturno.

In questi casi è importante osservare anche come vivi le ore che precedono il sonno.

Lavorare al computer fino a tardi, controllare continuamente il telefono, cenare molto tardi o passare direttamente da una giornata piena di impegni al letto significa chiedere al corpo di passare dall’attività al riposo quasi istantaneamente.

A volte ciò che manca non è semplicemente “qualcosa per dormire”, ma uno spazio di transizione tra la giornata e la notte.

E se sono le vampate a svegliarti?

Per alcune donne il problema principale non è addormentarsi.

È il caldo.

Una vampata o una sudorazione notturna provoca il risveglio e, una volta sveglie, diventa difficile riprendere sonno.

In questo caso lavorare esclusivamente sul rilassamento potrebbe non essere sufficiente.

È importante considerare il quadro complessivo della menopausa e parlarne anche con il proprio medico o ginecologo quando i sintomi sono importanti o interferiscono significativamente con la qualità della vita.

Anche quello che fai durante il giorno influenza la notte

Spesso pensiamo al sonno soltanto quando entriamo in camera da letto.

In realtà la notte comincia molto prima.

L’orario in cui ti svegli, la luce che ricevi durante la giornata, il movimento, il caffè del pomeriggio, eventuali sonnellini, gli orari dei pasti e il livello di stress possono influenzare il sonno.

Per questo, quando lavoro con una donna che soffre di insonnia, mi interessa conoscere tutta la sua giornata, non soltanto ciò che accade dalle 23 alle 7.

Attenzione alla ricerca continua del rimedio per dormire

Melatonina, magnesio, valeriana, passiflora, tiglio, magnolia…

Quando si dorme male è facile iniziare a provare un prodotto dopo l’altro.

Ma “naturale” non significa automaticamente adatto a tutte.

Un rimedio deve essere scelto considerando la persona, i farmaci eventualmente assunti, le condizioni di salute e soprattutto il tipo di problema che si sta cercando di affrontare.

Prima del prodotto viene quindi la comprensione del problema.

Cinque cose che puoi iniziare a osservare

Per una settimana prova semplicemente ad annotare:

  1. A che ora vai a letto e a che ora ti alzi.
  2. A che ora avvengono i risvegli e quanto durano.
  3. Se il risveglio è associato a caldo, bisogno di urinare, dolore o pensieri.
  4. Cosa hai mangiato e bevuto nelle ore precedenti.
  5. Come è stata la tua giornata: tranquilla, molto impegnativa, sedentaria, stressante?

Potresti già iniziare a vedere alcuni schemi che prima non avevi notato.

Quando l’insonnia non va semplicemente attribuita alla menopausa

Se il problema persiste, è importante parlarne con il medico.

Russamento importante, pause respiratorie riferite dal partner, forte sonnolenza durante il giorno, gambe irrequiete, dolore, necessità frequente di urinare durante la notte o un’insonnia che compromette significativamente la vita quotidiana meritano una valutazione specifica.

Dopo i 40 non tutto è “colpa degli ormoni”.

Ed è proprio per questo che considero importante ascoltare il sintomo senza fermarsi alla prima spiegazione.

Il mio approccio parte dalla tua notte, ma guarda tutta la tua giornata

Durante la consulenza approfondiamo come dormi, quando ti svegli, cosa succede durante i risvegli, come mangi, i tuoi ritmi, il livello di stress e ciò che è cambiato nella tua vita e nel tuo corpo.

Da ciò che emerge possiamo costruire un percorso personalizzato che può comprendere indicazioni sulle abitudini quotidiane e sull’alimentazione, tecniche di respirazione e rilassamento, rimedi naturali e trattamenti come riflessologia plantare e cromopuntura.

Perché l’obiettivo non è semplicemente trovare qualcosa che ti faccia dormire.

È capire che cosa sta disturbando il tuo sonno e da dove possiamo iniziare a lavorare.

Dormi male e non sai da dove iniziare?

Possiamo sentirci con una chiamata gratuita di 15 minuti.

Mi racconti brevemente come sono le tue notti e cosa è cambiato negli ultimi mesi. Valuteremo insieme quale può essere il primo passo più adatto a te.

Prenota la tua chiamata gratuita di 15 minuti.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la valutazione, la diagnosi o il trattamento da parte del medico o di altri professionisti sanitari.

Condividi:

➔ TORNA AL BLOG