Finisci di mangiare e invece di sentirti sazia e leggera ti sembra di avere un mattone sullo stomaco.
Ti senti piena per ore, la pancia si gonfia, compaiono eruttazioni oppure hai la sensazione che il pasto sia rimasto lì senza essere digerito.
A volte succede soltanto dopo una cena abbondante. Altre volte basta un pasto normalissimo.
E magari hai già iniziato a eliminare alimenti pensando:
“Ci deve essere qualcosa che non tollero.”
Non necessariamente.
Prima di togliere altri cibi dalla tua alimentazione, cercherei di capire come, quando e in quali situazioni compare la difficoltà digestiva.
Digestione lenta: cosa significa davvero?
“Digerisco male” può voler dire molte cose.
Per una persona significa gonfiarsi.
Per un’altra avere bruciore.
Per un’altra ancora nausea, eruttazioni o una sensazione di sazietà che dura molte ore.
Per questo durante una consulenza voglio sapere:
Il fastidio compare subito oppure un paio d’ore dopo?
Hai fame normalmente al pasto successivo?
Il problema è maggiore a pranzo o a cena?
Hai anche reflusso?
L’intestino è regolare?
Peggiora nei periodi di stress?
Ci sono alimenti che sembrano scatenarlo?
Prima viene l’osservazione. Poi scegliamo il rimedio.
1. Zenzero: quando prevalgono pesantezza e nausea
Lo zenzero è probabilmente uno dei rimedi naturali più conosciuti per la digestione.
Può essere utilizzato come alimento, infuso oppure attraverso preparazioni fitoterapiche.
Lo trovo particolarmente interessante quando alla difficoltà digestiva si accompagna una certa sensazione di nausea o di stomaco “fermo”.
Ma non significa che lo zenzero sia il rimedio universale per lo stomaco.
Una persona che soffre prevalentemente di bruciore e reflusso richiede considerazioni diverse rispetto a chi presenta soprattutto pesantezza e nausea.
2. Finocchio: quando il problema è soprattutto il gonfiore
Se dopo mangiato prevalgono aria, tensione addominale e meteorismo, possiamo valutare piante tradizionalmente utilizzate per favorire l’eliminazione dei gas intestinali.
Una delle più conosciute è il Finocchio.
Una tisana dopo il pasto può essere un gesto molto semplice.
Ma attenzione a non trasformare anche le tisane in cocktail di dieci piante.
Se utilizziamo la fitoterapia con criterio, è molto più interessante capire quale pianta stiamo utilizzando e perché.
3. Melissa: quando stomaco e tensione sembrano andare insieme
Ci sono persone che digeriscono perfettamente quando sono tranquille e molto peggio quando sono sotto pressione.
Prima di un appuntamento importante sentono lo stomaco chiuso.
Dopo una discussione hanno un peso allo stomaco.
Nei periodi di stress aumentano gonfiore e difficoltà digestive.
In questi casi può essere interessante la Melissa, tradizionalmente utilizzata sia per favorire la funzione digestiva sia per il rilassamento.
Ed è proprio questa doppia dimensione che mi interessa.
Perché non sempre possiamo separare nettamente:
“Questo è lo stomaco e questo è lo stress.”
4. Carciofo: quando senti che i pasti più ricchi sono difficili da gestire
Il Carciofo viene tradizionalmente utilizzato per sostenere la funzione digestiva ed epatica.
Può entrare in alcune formulazioni destinate soprattutto alle persone che riferiscono digestione pesante dopo pasti ricchi o grassi.
Ma non è una pianta che utilizzerei indiscriminatamente.
In presenza, per esempio, di determinate problematiche delle vie biliari è necessario valutarne attentamente l’impiego.
Questo è un buon esempio del motivo per cui non amo gli integratori scelti semplicemente leggendo l’indicazione sulla confezione.
Naturale non significa automaticamente adatto alla tua situazione.
5. Mangiare lentamente è un rimedio sottovalutato
Questa volta non serve comprare niente.
Quanto impieghi a mangiare?
Dieci minuti?
Mangi davanti al computer?
Pranzi mentre rispondi ai messaggi?
Arrivi affamata perché hai saltato il pasto precedente?
Mangiare velocemente significa spesso masticare poco e ingerire più aria.
Prova per qualche giorno a fare una cosa semplicissima:
appoggia ogni tanto la forchetta.
Mastica.
Non preparare il boccone successivo mentre stai ancora mangiando quello precedente.
E soprattutto prova, almeno quando puoi, a mangiare seduta senza lavorare contemporaneamente.
Può sembrare troppo semplice per essere considerato un intervento sul benessere digestivo.
In realtà partirei proprio da qui.
6. Riflessologia plantare e digestione
Quando utilizzo la riflessologia plantare in una persona con disturbi digestivi non lavoro con l’idea che premendo una determinata zona del piede possa “curare lo stomaco”.
Utilizzo le zone riflesse dell’apparato digerente all’interno di un trattamento più ampio, costruito sulla persona.
Perché la donna che mi racconta:
“Non digerisco più come prima”
magari aggiunge:
“Da quando sono in menopausa mi gonfio tantissimo.”
“Quando sono nervosa mi si chiude lo stomaco.”
“Ho sempre fame la sera.”
“Dormo male.”
“Vado in bagno una volta ogni tre giorni.”
A quel punto non abbiamo più soltanto una digestione lenta.
Abbiamo una persona da osservare nel suo insieme.
7. Lo stomaco secondo la Medicina Cinese
La Medicina Classica Cinese utilizza un linguaggio molto diverso da quello occidentale.
La digestione viene osservata soprattutto attraverso le funzioni energetiche attribuite al sistema Milza-Stomaco, ma anche altri sistemi possono entrare nel quadro.
Un concetto particolarmente interessante riguarda la direzione dei movimenti energetici.
Semplificando molto, secondo il modello tradizionale l’energia dello Stomaco dovrebbe avere un movimento prevalentemente verso il basso.
Quando questo movimento viene alterato, nella lettura cinese possono comparire manifestazioni come nausea, eruttazioni o sensazione di risalita.
Questo non significa che lo Stomaco anatomico si stia muovendo nella direzione sbagliata.
È il linguaggio energetico utilizzato dalla Medicina Cinese.
Quando stress e digestione si incontrano: il ruolo del Fegato nella MCC
C’è poi una situazione che incontro frequentemente.
La persona digerisce peggio proprio quando è sotto pressione.
Nella Medicina Cinese uno dei quadri tradizionali considera l’interferenza del sistema energetico del Fegato con quello di Milza e Stomaco.
È una lettura che trovo interessante soprattutto quando i disturbi digestivi sembrano cambiare molto in relazione allo stato emotivo.
Nel mio studio posso lavorare su questi principi attraverso la cromopuntura, scegliendo i punti sulla base del quadro individuale.
Non significa:
stress = Fegato = stesso punto per tutti.
La Medicina Cinese è molto più articolata di così.
Un piccolo esercizio prima di mangiare
Se arrivi a tavola ancora completamente immersa nel lavoro o nei problemi della giornata, prova questo.
Prima del primo boccone, fermati.
Appoggia entrambi i piedi a terra.
Fai cinque respiri lenti, lasciando espandere delicatamente l’addome durante l’inspirazione.
Non devi meditare.
Non devi svuotare la mente.
Stai semplicemente creando un piccolo passaggio tra quello che stavi facendo e il momento in cui inizi a mangiare.
Soprattutto se sei abituata a mangiare di corsa, può essere un esperimento interessante.
E gli oli essenziali?
Anche l’aromaterapia può entrare nel lavoro sul benessere digestivo, ma qui farei particolare attenzione.
Oli essenziali come menta, zenzero, limone o finocchio vengono spesso associati alla digestione, ma modalità di utilizzo, concentrazioni e controindicazioni sono molto diverse.
Soprattutto non consiglio l’assunzione orale fai-da-te degli oli essenziali.
Sono sostanze estremamente concentrate.
Inoltre, se soffri di reflusso, alcuni prodotti a base di menta possono non essere una buona scelta e in alcune persone possono peggiorare i sintomi.
Prima di eliminare glutine, latticini, lieviti e tutto il resto…
Questa è una cosa che vedo sempre più spesso.
Una persona si gonfia e comincia a eliminare.
Prima il pane.
Poi il latte.
Poi i formaggi.
Poi i legumi.
Poi la frutta.
Alla fine mangia cinque alimenti e continua comunque a stare male.
Se sospetti che un alimento ti provochi disturbi, vale certamente la pena approfondire.
Ma una dieta sempre più restrittiva costruita per tentativi non è automaticamente la soluzione.
Prima cercherei di capire se il problema riguarda davvero uno specifico alimento oppure quantità, modalità del pasto, intestino, stress, reflusso o altri fattori.
Nel mio studio
Quando una donna viene da me perché digerisce male, non parto da una lista di alimenti vietati.
Cerco di ricostruire come mangia, quando compaiono i sintomi, come funziona l’intestino, come dorme e quanto stress sta vivendo.
In base a ciò che emerge possiamo integrare indicazioni alimentari, fitoterapia, riflessologia plantare, cromopuntura, tecniche di respirazione e cambiamenti delle abitudini quotidiane.
Perché qualche volta il rimedio più importante non è quello che aggiungiamo.
È capire cosa continua a disturbare la digestione ogni giorno.
Ti senti pesante ogni volta che mangi?
Se gonfiore, pesantezza e digestione difficile continuano a ripresentarsi, possiamo sentirci con una chiamata gratuita di 15 minuti.
Mi racconti brevemente cosa succede e valutiamo insieme da dove iniziare.
Prenota la tua chiamata gratuita di 15 minuti.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la valutazione, la diagnosi o il trattamento da parte del medico o di altri professionisti sanitari. Fitoterapici, integratori e oli essenziali devono essere scelti considerando condizioni individuali, eventuali patologie e terapie farmacologiche.

