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Cervicale e spalle sempre tese? 7 rimedi naturali per sciogliere la tensione

Ti capita di arrivare a sera con le spalle praticamente attaccate alle orecchie?

Senti il collo rigido, fai fatica a girare la testa, hai un peso tra le scapole oppure una tensione che parte dalla cervicale e arriva fino alla testa?

A volte compare dopo molte ore davanti al computer. Altre volte dopo una giornata particolarmente pesante. E ci sono periodi in cui sembra non andarsene mai del tutto.

Quando diciamo semplicemente “ho la cervicale”, però, possiamo riferirci a situazioni molto diverse.

Ed è proprio da qui che partirei: non soltanto da dove senti dolore, ma da quando compare, cosa lo peggiora e cosa sta succedendo al resto del tuo corpo.

Perché collo e spalle diventano così rigidi?

Ore trascorse davanti al computer, poca attività fisica, movimenti ripetitivi, posizioni mantenute a lungo, sonno poco ristoratore e tensione muscolare possono contribuire al problema.

Ma prova a fare anche un’altra osservazione.

Come sono le tue spalle quando sei preoccupata, arrabbiata o sotto pressione?

Probabilmente non sono rilassate.

Stringiamo la mandibola, solleviamo le spalle, irrigidiamo il collo e respiriamo in maniera più superficiale senza quasi accorgercene.

Se succede per qualche minuto non è un problema.

Se diventa il modo in cui trascorri gran parte della giornata, il corpo prima o poi può iniziare a farsi sentire.

Ecco perché, oltre a capire la causa del dolore, possiamo utilizzare alcuni strumenti naturali per favorire rilassamento e benessere.

1. Il calore: il rimedio più semplice

Quando prevalgono rigidità e contrattura muscolare, molte persone trovano piacevole il calore.

Una doccia calda sulla zona cervicale, un impacco caldo o una borsa dell’acqua calda possono aiutare a rilassare temporaneamente la muscolatura.

Anche nella Medicina Cinese il calore viene utilizzato attraverso la Moxa, una tecnica che impiega tradizionalmente Artemisia essiccata per riscaldare determinate zone o punti.

Non significa però che il calore sia sempre la scelta corretta: dopo un trauma recente o in presenza di un processo infiammatorio acuto la situazione va valutata diversamente.

2. Oli essenziali per un massaggio serale

L’aromaterapia può diventare un piccolo rituale soprattutto quando la tensione aumenta a fine giornata.

Tra gli oli essenziali che possiamo prendere in considerazione troviamo, per esempio:

  • Lavanda vera, particolarmente adatta quando alla tensione fisica si accompagna difficoltà a rilassarsi.
  • Maggiorana dolce, tradizionalmente utilizzata nei massaggi rilassanti e distensivi.
  • Menta piperita, che dà una sensazione intensa di freschezza e viene utilizzata in alcuni prodotti topici per il dolore, ma non è adatta a tutti e richiede particolare attenzione nell’utilizzo.

Gli oli essenziali non vanno applicati puri sulla pelle: per il massaggio devono essere opportunamente diluiti in un olio vegetale e scelti tenendo conto della persona, delle eventuali patologie, della gravidanza e delle terapie in corso.

E non serve necessariamente utilizzare cinque oli diversi.

A volte un olio vegetale con una piccola quantità di lavanda e qualche minuto dedicato al massaggio di spalle e trapezio è già un buon modo per interrompere la giornata.

3. Shiatsu: quando il corpo ha bisogno di “mollare”

Lo Shiatsu utilizza pressioni effettuate con pollici e palmi lungo determinate zone e percorsi del corpo.

Quando lavoro con una persona molto contratta non mi interessa soltanto premere nel punto che fa male.

Osservo anche come respira, dove trattiene maggiormente la tensione e quanto riesce effettivamente a rilassarsi.

Una persona può avere un trapezio molto contratto perché trascorre otto ore al computer.

Un’altra può accorgersi che il dolore aumenta sistematicamente nei periodi di maggiore stress.

Spesso le due cose convivono.

Il lavoro manuale può essere utilizzato come supporto per favorire rilassamento e mobilità; per il dolore cervicale, in generale, le tecniche di massaggio hanno mostrato possibili benefici soprattutto a breve termine, anche se le evidenze disponibili non sono definitive.

4. Riflessologia plantare: perché lavorare sui piedi se fa male il collo?

È una domanda che una nuova cliente potrebbe farmi.

Nella riflessologia plantare non lavoriamo direttamente sulla cervicale come avverrebbe con un massaggio locale.

Utilizziamo invece specifiche zone riflesse del piede all’interno di un trattamento più generale.

Nel mio modo di lavorare questo è particolarmente interessante quando la persona non mi racconta soltanto:

“Mi fa male il collo.”

Ma anche:

“Dormo male.”

“Non riesco mai a staccare.”

“Sono continuamente sotto pressione.”

“Mi sento stanca ma non riesco a rilassarmi.”

In questi casi il mio obiettivo non è promettere che premendo un punto del piede scomparirà il dolore cervicale.

Utilizzo la riflessologia come parte di un lavoro rivolto al rilassamento e al benessere complessivo della persona.

5. Gua Sha e coppettazione

Quando la tensione è particolarmente concentrata su schiena, trapezi e spalle, nel mio studio posso utilizzare anche Gua Sha e coppettazione.

Sono tecniche appartenenti alla tradizione orientale molto diverse tra loro.

Con il Gua Sha si effettuano passaggi sulla pelle utilizzando uno specifico strumento; con la coppettazione si applicano invece coppette che creano una pressione negativa sulla superficie cutanea.

Dopo il trattamento possono rimanere temporaneamente arrossamenti o segni evidenti sulla pelle.

Per questo non sono tecniche da utilizzare indiscriminatamente e devono essere valutate in base alla persona.

6. Medicina Cinese: il collo non viene osservato isolatamente

La Medicina Classica Cinese mi offre un altro modo di leggere ciò che sta succedendo.

Non mi interessa soltanto sapere che hai male alla cervicale.

Ti chiedo:

Dove esattamente?

Dietro la nuca?

Sul trapezio?

Più lateralmente?

Il dolore arriva alla testa?

Peggiora quando sei sotto stress?

Preferisci il caldo?

Ti svegli già rigida oppure peggiori durante la giornata?

Ci sono anche mal di testa, mandibola contratta o disturbi del sonno?

Nella Medicina Cinese queste informazioni permettono di osservare il disturbo all’interno di un quadro più ampio e di scegliere le zone e i punti sui quali lavorare.

Nel mio studio posso utilizzare questi principi attraverso la cromopuntura, senza aghi.

7. Cinque minuti di movimento possono essere più utili di quanto pensi

Infine c’è qualcosa che nessun trattamento può sostituire completamente:

muovere il corpo.

Se lavori molte ore seduta, prova a osservare quante ore trascorrono prima che tu cambi realmente posizione.

Alzarti, camminare qualche minuto e fare movimenti dolci del collo e delle spalle durante la giornata può essere più utile che aspettare di arrivare a sera completamente bloccata.

Anche per il dolore cervicale è generalmente preferibile mantenere, quando possibile, un movimento dolce e progressivo piuttosto che immobilizzare a lungo la zona.

Non servono necessariamente esercizi complicati.

Puoi iniziare semplicemente da piccole pause distribuite nella giornata, soprattutto se lavori davanti al computer.

E se la cervicale tornasse sempre negli stessi periodi?

Questa è la domanda che trovo più interessante.

Perché magari fai un massaggio e stai meglio.

Dopo due settimane ritorna tutto.

Allora vale la pena chiedersi:

cosa continua ad alimentare quella tensione?

La posizione al lavoro?

Poca attività fisica?

Una mandibola costantemente serrata?

Un sonno poco ristoratore?

Un periodo particolarmente stressante?

O una combinazione di più fattori?

È proprio questo che cerco di ricostruire durante un percorso.

Come lavoro in studio

In base a ciò che emerge posso combinare Shiatsu, riflessologia plantare, cromopuntura, Moxa, coppettazione o Gua Sha, scegliendo le tecniche più adatte alla persona e al momento.

Quando può essere utile, possiamo affiancare anche indicazioni sulle abitudini quotidiane, esercizi semplici, respirazione e rimedi naturali.

Non esiste quindi il mio “protocollo cervicale” uguale per tutte.

Esiste la tua cervicale e dobbiamo capire cosa la sta facendo protestare.

Quando invece bisogna rivolgersi al medico

Un dolore cervicale nuovo, molto intenso o persistente non va automaticamente attribuito allo stress o a una contrattura.

È importante rivolgersi al medico soprattutto quando il dolore compare dopo un trauma oppure è associato a debolezza o perdita di sensibilità a braccia o mani, febbre, forte mal di testa o altri sintomi neurologici o insoliti.

Una volta escluse situazioni che richiedono un intervento sanitario specifico, possiamo valutare anche gli strumenti complementari più adatti.

La tua cervicale continua a tornare?

Se collo e spalle sono diventati il punto in cui sembra accumularsi tutta la tensione delle tue giornate, possiamo cercare di capire insieme cosa mantiene il problema e quale tipo di trattamento può essere più adatto a te.

Possiamo sentirci con una chiamata gratuita di 15 minuti: mi racconti brevemente cosa stai vivendo e valutiamo insieme da dove iniziare.

Prenota la tua chiamata gratuita di 15 minuti.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la valutazione, la diagnosi o il trattamento da parte del medico o di altri professionisti sanitari.

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