Si apre in una nuova scheda

Ansia nello stomaco: quando la tensione si fa sentire nel corpo

Hai presente quella sensazione di nodo allo stomaco che arriva prima ancora che tu riesca a capire cosa ti sta preoccupando?

Lo stomaco si chiude, perdi l’appetito oppure, al contrario, senti il bisogno di mangiare. Il respiro diventa più corto. Compare nausea, tensione addominale o quella strana sensazione di avere qualcosa fermo tra stomaco e petto.

Magari gli esami non hanno evidenziato particolari problemi, ma tu quella sensazione la senti davvero.

E infatti non è corretto liquidarla con:

“È solo ansia.”

Le emozioni possono avere manifestazioni fisiche molto concrete.

Quando è il corpo ad accorgersi per primo che sei sotto pressione

Non sempre pensiamo:

“Adesso sono stressata.”

A volte è il corpo a comunicarcelo.

C’è chi irrigidisce cervicale e mandibola.

Chi sviluppa mal di testa.

Chi sente il cuore accelerare.

E chi concentra tutto nella zona dello stomaco.

Potresti accorgerti, per esempio, che il disturbo compare prima di andare al lavoro, quando devi affrontare una situazione difficile oppure dopo una discussione.

Oppure che durante le vacanze quasi scompare.

Queste informazioni sono importanti.

1. Melissa: quando tensione e digestione si incontrano

Una delle piante che trovo particolarmente interessanti quando tensione nervosa e disturbi digestivi convivono è la Melissa.

Viene tradizionalmente utilizzata sia per favorire il rilassamento sia per sostenere la funzione digestiva.

Può essere utilizzata in differenti preparazioni e anche una semplice tisana può diventare un piccolo momento di pausa.

Non significa però:

ansia = Melissa.

Se una persona ha palpitazioni, insonnia, forte agitazione oppure prevalentemente problemi digestivi, la scelta del rimedio può essere differente.

2. Passiflora: quando non riesci a spegnere i pensieri

Ci sono persone che sentono l’ansia soprattutto nella testa.

Pensano continuamente.

Anticipano quello che potrebbe succedere.

Ripercorrono conversazioni.

Fanno programmi mentre stanno cercando di dormire.

In queste situazioni può essere presa in considerazione la Passiflora, tradizionalmente utilizzata per favorire rilassamento e benessere mentale.

Ma anche il miglior fitoterapico difficilmente compenserà giornate nelle quali non esiste mai uno spazio di decompressione.

Per questo insieme al rimedio cercherei sempre di modificare almeno una piccola parte della quotidianità.

3. Lavanda: utilizziamo anche l’olfatto

L’olfatto ha un rapporto molto particolare con emozioni e memoria.

Per questo l’aromaterapia può essere uno strumento semplice da inserire nei momenti di tensione.

La Lavanda vera è probabilmente uno degli oli essenziali più conosciuti per accompagnare rilassamento e riposo.

Può essere utilizzata attraverso una diffusione ambientale appropriata oppure in preparazioni adeguatamente diluite.

Non serve riempire la stanza di profumo.

L’aromaterapia dovrebbe essere piacevole, non invadente.

4. Prima di cercare un rimedio, prova a cambiare il respiro

Quando siamo sotto pressione spesso iniziamo a respirare più velocemente e superficialmente.

Prova un esercizio molto semplice.

Appoggia una mano sull’addome.

Inspira lentamente dal naso lasciando che l’addome si espanda delicatamente.

Poi espira senza forzare, cercando di rendere l’espirazione un po’ più lunga dell’inspirazione.

Continua per qualche minuto.

Non devi “respirare perfettamente”.

L’obiettivo è semplicemente interrompere per qualche minuto il ritmo della giornata.

5. PC6: un punto interessante della Medicina Cinese

Un punto che utilizzo frequentemente è PC6 – Neiguan, situato nella parte interna dell’avambraccio.

Nella tradizione della Medicina Cinese viene utilizzato in quadri molto diversi e presenta una relazione interessante proprio con manifestazioni che possono coinvolgere torace, nausea, stomaco e stato emotivo.

Può essere stimolato anche attraverso una delicata digitopressione.

Nel mio studio posso invece inserirlo all’interno di un trattamento di cromopuntura, scegliendolo quando è coerente con il quadro complessivo della persona.

Naturalmente non significa:

“Hai ansia? Premi PC6.”

Un singolo punto non sostituisce una valutazione.

6. Quando le emozioni disturbano la digestione secondo la Medicina Cinese

La Medicina Classica Cinese attribuisce grande importanza alla relazione tra stato emotivo e funzioni del corpo.

In particolare, nella sua lettura tradizionale, una condizione di tensione può interferire con il normale movimento energetico e ripercuotersi anche sulle funzioni attribuite a Stomaco e Milza.

È una situazione che possiamo ritrovare nella persona che racconta:

“Quando sono tranquilla digerisco bene.”

“Quando sono nervosa mi si chiude lo stomaco.”

“Se litigo con qualcuno mi viene subito nausea.”

“Quando sono sotto pressione mi si gonfia la pancia.”

Questo non significa che esista necessariamente una malattia dello Stomaco, della Milza o del Fegato.

Sono termini appartenenti al modello energetico della Medicina Cinese e non corrispondono automaticamente agli organi anatomici della medicina occidentale.

7. Riflessologia plantare: quando hai bisogno di uscire dalla testa

Una delle cose che mi piace della riflessologia plantare è che obbliga, in un certo senso, a riportare l’attenzione al corpo.

La persona arriva parlando velocemente, raccontando problemi, impegni e pensieri.

Poi inizia il trattamento.

Gradualmente il ritmo cambia.

Quando lavoro con persone molto tese posso utilizzare la riflessologia all’interno di un percorso rivolto soprattutto a favorire rilassamento e consapevolezza corporea.

Non sto cercando di “curare l’ansia attraverso il piede”.

Sto utilizzando uno strumento che può accompagnare la persona nel passaggio da uno stato di continua attivazione a uno spazio di maggiore quiete.

8. Anche lo Shiatsu può diventare uno spazio per rallentare

Lo stesso principio vale per lo Shiatsu.

Attraverso pressioni, contatto e lavoro sul corpo possiamo intervenire sulle zone in cui la persona tende maggiormente ad accumulare tensione.

Spalle.

Schiena.

Diaframma.

Addome.

Mandibola.

Ogni persona sembra avere un luogo preferito in cui “mettere” lo stress.

Individuarlo è già una parte interessante del lavoro.

Non cercare di eliminare immediatamente qualsiasi sensazione

Quando arriva il nodo allo stomaco, la prima reazione può essere:

“Come faccio a farlo passare?”

Ogni tanto prova invece a chiederti:

“Cosa stava succedendo cinque minuti prima che arrivasse?”

Hai ricevuto un messaggio?

Stavi pensando al lavoro?

Hai avuto una discussione?

Devi prendere una decisione?

Sei semplicemente esausta?

Non significa che troveremo sempre una causa emotiva.

Ma quando lo stesso schema continua a ripetersi, vale la pena ascoltarlo.

Quando non dobbiamo attribuire tutto all’ansia

Dolore allo stomaco, nausea, palpitazioni, difficoltà respiratoria e altri sintomi fisici non devono essere automaticamente interpretati come ansia.

Se sono nuovi, importanti, persistenti o insoliti è necessario rivolgersi al medico per comprenderne la causa.

Allo stesso modo, un’ansia intensa, persistente, attacchi di panico o una sofferenza che interferisce significativamente con la vita quotidiana meritano il supporto di un medico o di un professionista della salute mentale.

Le tecniche naturopatiche possono eventualmente affiancare, non sostituire, il percorso sanitario appropriato.

Nel mio studio

Quando una donna mi dice:

“Sento tutta l’ansia nello stomaco”

non parto automaticamente da un integratore rilassante.

Voglio capire quando succede, come dorme, come digerisce, come respira, quanto è stanca e soprattutto cosa sta vivendo in questo periodo.

In base a ciò che emerge possiamo integrare riflessologia plantare, Shiatsu, cromopuntura, respirazione, aromaterapia e fitoterapia, scegliendo ciò che è più appropriato per quella persona.

Perché non sempre dobbiamo semplicemente convincere il corpo a stare zitto.

A volte dobbiamo prima capire perché sta parlando così forte.

Anche tu senti la tensione soprattutto nello stomaco?

Possiamo sentirci con una chiamata gratuita di 15 minuti.

Mi racconti brevemente cosa stai vivendo e valutiamo insieme quale può essere il primo passo più adatto a te.

Prenota la tua chiamata gratuita di 15 minuti.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la valutazione, la diagnosi o il trattamento da parte del medico o di altri professionisti sanitari. Fitoterapici e oli essenziali devono essere scelti considerando condizioni individuali, eventuali patologie e terapie farmacologiche.

Condividi:

➔ TORNA AL BLOG