Hai cenato.
Non hai realmente fame.
Eppure, appena ti siedi sul divano, arriva quella voglia precisa: qualcosa di dolce, del cioccolato, dei biscotti oppure qualcosa da sgranocchiare.
Durante il giorno magari riesci a controllarti benissimo. Poi arriva la sera e sembra cambiare tutto.
E il giorno dopo pensi:
“Devo avere più forza di volontà.”
Non partirei da qui.
Prima cercherei di capire perché quella voglia arriva proprio in quel momento.
È fame o è bisogno di qualcosa?
La fame fisiologica generalmente compare gradualmente e può essere soddisfatta da alimenti diversi.
La fame emotiva o nervosa può essere molto più improvvisa e selettiva:
“Voglio qualcosa di dolce.”
“Ho bisogno di cioccolato.”
“Devo mangiare qualcosa di croccante.”
E spesso arriva dopo una giornata faticosa, una discussione, molte ore di lavoro oppure nel momento in cui finalmente ti fermi.
Non significa che sia una fame “finta”.
Significa che il cibo in quel momento può stare rispondendo a un bisogno diverso da quello energetico.
1. Prima domanda: hai mangiato abbastanza durante il giorno?
Prima di parlare di stress, emozioni e rimedi naturali controllerei una cosa molto concreta.
Come hai mangiato?
Colazione velocissima.
Pranzo con un’insalata.
Pomeriggio niente perché eri impegnata.
Cena cercando di stare leggera.
Alle 21:30 il corpo reclama energia.
In questo caso potremmo chiamarla fame nervosa quando, almeno in parte, è semplicemente fame.
Per questo non sempre la soluzione è mangiare ancora meno.
Una giornata alimentare troppo restrittiva può rendere molto più difficile gestire la sera.
2. Il momento critico è quando finalmente ti fermi?
Questa è un’altra situazione che incontro spesso.
Durante il giorno corri.
Lavori.
Ti occupi della famiglia.
Rispondi al telefono.
Organizzi.
Risolvi problemi.
Non senti quasi nulla perché non hai tempo per sentirlo.
Poi finalmente ti siedi.
E arriva la voglia di mangiare.
In questo caso vale la pena chiedersi:
“Di cosa avrei bisogno in questo momento se non potessi utilizzare il cibo?”
Riposo?
Gratificazione?
Una pausa?
Silenzio?
Distrazione?
Qualcosa che segni la fine della giornata?
Non sempre avremo una risposta. Ma iniziare a farsi la domanda cambia già il modo in cui osserviamo quella fame.
3. Melissa: quando stomaco e tensione vanno insieme
Tra le piante che possiamo prendere in considerazione nei periodi caratterizzati da tensione c’è la Melissa.
È tradizionalmente utilizzata per favorire rilassamento e benessere digestivo.
Può essere interessante proprio quando la persona mi racconta contemporaneamente:
“Quando sono nervosa mangio.”
“Ho sempre lo stomaco contratto.”
“Mi gonfio.”
“La sera non riesco a staccare.”
Una semplice tisana serale può anche diventare un piccolo rituale che sostituisce il gesto automatico di aprire continuamente la dispensa.
Naturalmente non è la Melissa a “curare” la fame nervosa.
Stiamo utilizzando un piccolo strumento all’interno di un cambiamento più ampio.
4. Passiflora: quando la sera la mente continua a lavorare
Se la giornata è finita ma dentro di te continua ancora tutto, possiamo valutare anche piante tradizionalmente utilizzate per favorire il rilassamento, come la Passiflora.
Soprattutto quando alla fame serale si associano tensione, pensieri continui e difficoltà ad addormentarsi.
Ma anche qui non partirei direttamente dall’integratore.
Prima voglio capire:
Perché sei ancora così attiva alle dieci di sera?
Se lavori fino alle 22:30, controlli continuamente il telefono e vai a letto ancora pensando a quello che dovrai fare domani, il rimedio naturale può accompagnare il percorso.
Non può sostituire il cambiamento delle abitudini che continuano ad alimentare quella tensione.
5. Aromaterapia: creare un segnale di “fine giornata”
Gli oli essenziali possono essere utilizzati anche in modo molto semplice.
La Lavanda vera, per esempio, può accompagnare la fase serale attraverso una diffusione ambientale appropriata.
Mi piace soprattutto l’idea di utilizzarla come segnale.
Finisco la giornata.
Abbasso le luci.
Preparo una tisana.
Diffondo un aroma che associo al rilassamento.
Lascio il telefono.
Non dobbiamo aspettarci che il profumo della lavanda faccia sparire magicamente la voglia di cioccolato.
Stiamo cercando di costruire un’alternativa al rituale automatico cibo-divano-televisione.
6. Prova a rimandare, non a proibirti
Quando arriva la voglia di mangiare, invece di dirti:
“Non devo.”
prova:
“Aspetto dieci minuti e poi decido.”
In quei dieci minuti fai qualcosa di preciso.
Prepara una tisana.
Fai una doccia.
Esci sul balcone.
Respira lentamente.
Lavati i denti.
Leggi qualche pagina.
Se dopo dieci minuti hai ancora fame, mangia consapevolmente qualcosa.
L’obiettivo non è vincere una battaglia contro il cibo.
È creare uno spazio tra l’impulso e il gesto automatico.
7. Riflessologia plantare: lavorare sul bisogno di rallentare
La riflessologia può trovare spazio soprattutto quando la fame nervosa fa parte di un quadro più ampio caratterizzato da stress, sonno disturbato, stanchezza e difficoltà a rilassarsi.
Durante una seduta non lavoro sul piede con l’obiettivo di “togliere l’appetito”.
Non è questo il senso.
Utilizzo la riflessologia all’interno di un percorso orientato al rilassamento e al benessere generale, scegliendo il trattamento sulla base della persona.
A volte il primo cambiamento interessante è semplicemente questo:
accorgersi di quanto si era tesi prima di fermarsi.
8. Cosa ci racconta la Medicina Cinese?
Anche la Medicina Classica Cinese permette di osservare il rapporto con il cibo da prospettive differenti.
Nella sua visione tradizionale, digestione e trasformazione degli alimenti sono particolarmente associate al sistema energetico Milza-Stomaco.
Ma quando il desiderio di mangiare cambia molto in relazione a tensione, frustrazione e stato emotivo, possono entrare nella lettura anche altri sistemi, tra cui quello tradizionalmente associato al Fegato.
Non significa:
“Mangi cioccolato perché hai il Fegato bloccato.”
Sarebbe una banalizzazione della Medicina Cinese.
Mi interessa invece osservare l’insieme: fame, digestione, energia, sonno, emozioni, orari e caratteristiche delle voglie alimentari.
In studio posso poi utilizzare alcuni punti attraverso la cromopuntura in base al quadro che emerge.
9. Hai sempre voglia di dolce?
Anche questo merita attenzione.
Se la voglia di dolce è particolarmente forte, prima di attribuirla alle emozioni guarderei come sono distribuiti i pasti durante la giornata.
Saltare pasti, mangiare quantità insufficienti o costruire pasti poco sazianti può rendere molto più difficile arrivare serenamente alla sera.
Anche sonno e stanchezza meritano attenzione.
Se dormi cinque ore e vivi giornate estenuanti, affrontare il problema soltanto imponendoti di non mangiare il biscotto serale significa guardare l’ultimo anello della catena.
Il diario della fame: prova per una settimana
Puoi fare un piccolo esperimento.
Quando arriva una forte voglia di mangiare fuori pasto, annota:
Che ore sono?
Cosa vorrei mangiare?
Quanto ho realmente fame da 0 a 10?
Cosa ho mangiato durante la giornata?
Come mi sento in questo momento?
Cosa è successo nell’ultima ora?
Dopo una settimana potresti iniziare a vedere uno schema.
Magari scopri che il problema compare quasi esclusivamente dopo le giornate di lavoro più pesanti.
Oppure quando salti la merenda.
Oppure nelle sere in cui sei sola.
Oppure quando hai dormito male.
Quella informazione vale molto più dell’ennesima lista di alimenti vietati.
Nel mio studio
Quando una donna mi dice:
“Non riesco a controllarmi con il cibo”
non voglio iniziare dicendole cosa deve eliminare.
Voglio capire quando mangia, quando arriva la fame, come dorme, quanta energia ha, quanto stress sta vivendo e cosa rappresenta quel momento della giornata.
In base a ciò che emerge possiamo lavorare su alimentazione e abitudini quotidiane e, quando appropriato, integrare fitoterapia, aromaterapia, riflessologia plantare, cromopuntura e tecniche di respirazione e rilassamento.
Non per diventare più brave a controllare la fame.
Ma per capire cosa continua ad accenderla.
Quando il rapporto con il cibo richiede un aiuto diverso
Se sono presenti abbuffate ricorrenti, perdita di controllo, forti restrizioni alimentari, vomito autoindotto, uso improprio di lassativi o una forte sofferenza legata a peso, corpo e alimentazione, non è sufficiente un percorso naturopatico.
In questi casi è importante rivolgersi a professionisti sanitari con competenze specifiche nei disturbi dell’alimentazione.
La sera è diventata il momento più difficile?
Se durante il giorno riesci a gestire bene l’alimentazione ma la sera sembra cambiare tutto, possiamo cercare di capire cosa succede proprio in quelle ore.
Con una chiamata gratuita di 15 minuti mi racconti brevemente la tua situazione e valutiamo insieme da dove iniziare.
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Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la valutazione, la diagnosi o il trattamento da parte del medico o di altri professionisti sanitari. Fitoterapici, integratori e oli essenziali devono essere scelti considerando condizioni individuali, eventuali patologie e terapie farmacologiche.

