La cromopuntura è una tecnica non invasiva che utilizza la luce colorata per stimolare specifici punti e zone del corpo, scelti secondo i principi della Medicina Cinese.
Per il trattamento utilizzo una particolare penna luminosa: all’interno una piccola sorgente LED attraversa vetrini di diversi colori e la luce viene poi convogliata sulla pelle attraverso una punta in cristallo di rocca.
Il principio richiama quello dell’agopuntura, ma senza l’utilizzo di aghi: i punti vengono stimolati attraverso la luce e il colore.
I diversi colori vengono scelti in base all’effetto energetico che si vuole ottenere. Nella pratica della cromopuntura, ad esempio, il rosso ha un’azione più stimolante e Yang, mentre l’azzurro ha caratteristiche più calmanti, rinfrescanti e Yin. Il verde viene utilizzato soprattutto con una funzione riequilibrante.
La scelta del colore, quindi, non è casuale: cambia in base al punto trattato, alla persona e all’obiettivo del trattamento.
Nel mio lavoro utilizzo molto spesso la cromopuntura insieme alla riflessologia plantare o allo Shiatsu, scegliendo punti e colori differenti in base a ciò che emerge durante la seduta.
Può essere inserita nei percorsi dedicati a stress e ansia, insonnia e risvegli notturni, stanchezza, tensioni e dolori, disturbi digestivi e ai cambiamenti che possono accompagnare perimenopausa e menopausa.
Non utilizzo quindi una sequenza prestabilita di punti e colori: il trattamento viene costruito di volta in volta sulla persona e può essere integrato con riflessologia plantare, Shiatsu, Moxa o altre tecniche.

